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07/03/2018 THE BACKSEAT BOOGIE - Prison Guard

NUOVO SINGOLO/VIDEOCLIP!

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Tempo fa siamo stati invitati nel carcere di San Vittore a Milano per tenere un concerto. Raccogliendo le immagini che quell’esperienza ci ha lasciato, dal ricordo delle persone che abbiamo incontrato è nata questa canzone. Narra di un prigioniero e di una guardia carceraria che si rispecchiano l'uno nell'altro. Entrambi sono figli della povertà e dell’ignoranza, entrambi costretti a lasciare la loro terra natia per cercare fortuna, entrambi infine tenuti a passare il loro tempo all'interno di quelle mura grigie.
E’ una canzone che parla della perdita della libertà e del prezzo da pagare per potersela permettere, dell’eterna colpevolezza di essere nati nella parte sbagliata della società. Che non racconta solo di guardie e ladri ma estende il discorso anche a prigionieri politici, schiavi, vittime del pregiudizio razziale e tutti coloro che devono lottare per ottenere quella libertà che molti di noi hanno la fortuna di dare per scontato. Una canzone che racconta di quelle fasi della vita in cui ci sentiamo in gabbia, intrappolati nella nostra routine e nelle nostre prigioni mentali.
Scritto con Johnny Cash nel cuore e nella mente il ricordo di un nonno in galera perché sprovvisto di tessera del partito fascista, il pezzo trova ispirazione nelle canzoni della mala milanese e nelle registrazioni di Alan Lomax dei prigionieri ai lavori forzati. Jimmy Rodgers, Leadbelly e Woody Guthrie ma anche DeAndrè e i Public Enemy, le atmosfere di ”Fratello dove sei?”, “Daunbailò”, “La Grande Fuga” .
Dopo San Vittore siamo entrati anche nella prigione di Bollate (MI). Essendoci stata però negata la possibilità di girare il videoclip all’interno dei carceri (per via del testo della canzone, in cui il secondino viene appellato per tre volte come “bastardo”), abbiamo quindi deciso di girarlo in un carcere abbandonato alle porte di Varese.